da E 44 » 28/03/2026, 11:52
visto che si perla di incidenti voglio raccontare il primo grosso incidente che vidi. Io con l'incidente non c'entrai nulla, ero solo molto curioso e ricostrui il fatto forse meglio di chi lo inquisì veramente. Dato il tempo trascorso si può citare il luogo dove avvenne.
La stazione di Bivio d'Aurisina ha una storia complessa. Nel 1857 venne attivata la linea Vienna-Trieste del'ing. Carlo Ghega, la HerzherzogJohannbahn (linea dell'arciduca Giovanni che contribuì molto con il tracciato nel tratto stiriano), che però essendo della compgnia privata Südbahn vox populi divenne la linea del sud, e in italiano la Meridionale. Venne costruita la grande stazione di Aurisina (all'epoca Nabresina). Dopo di questa e il lungo viadotto la linea scendeva a Trieste. Due anni dopo fu attivata la linea per Monfalcone, Cormons e Udine, e sorse il triangolo di Nabresina, con tre bivi. Il bivio viadotto, il bivio Tunnel e il Bivio di Nabresina dove nacque pure una fermata viaggiotori. In seguito da Monfalcone venne costruiita la linea per Cervignano che si collegò con la linea di Portogruaro e diede origine alla diretta Trieste-Venezia, ufficialmente Mestre-Bivio galleria. La grande stazione di Nabresina era importantissima: tutti i treni si fermavano e venivano manovrati, verso e da Trieste oppure Cormons (dopo il 1866 frontiera) e Udine. Dopo il 1918 la Venezia-Trieste divenne linea principale con la diramazione a Monfalcone per Udine e al Bivio per Postumia, Lubiana, Graz e Vienna, il bivio Tunnel divenne bivio galleria e la grande stazione di Nabresina perse d'importanza. E poi dopo il cambio di nome da Nabresina a Aurisina, il semplice bivio nel 1939 divenne la nuova stazione che col tempo mise in ombra l'altra, oggi in pratica chiusa ed abbandonata al suo destino.
Veniamo al 24 novenbre 1972. Erano le sei di mattina. Dopo una notte buia e tempestosa la situazione non era mutata, bora fortissima e pioggia torrenziale. Da Villa Opicina arrivava il merci 6192 diretto a Mestre. Il suo itinerario lo portava al binario di precedenza 3, mentre il binario di corza 4 aveva l'itinerario di transito del rapido R464, composto dalla Le 601-035, la Ale 601.056 (sezione Trieste-Roma Termini da congiugersi a Mestre con la sezione Udine e a Bologna con la sezione Bolzano) e l'Etr 231. (sezione Trieste Milano Centrale). L'indidente avvenne per varie cause.
Prima causa, la più importante, la stazione stessa. Era stata costruita male e lo è tuttora. Il fabbricato viaggiatori è all'altezza dei segnali di partenza lato Trieste, uno esce e se li trova davanti. I segnali di partenza lato Monfalcone sono un cinquecento metri più avanti e in curva verso destra. Davanti al fabbricato il binario 1, di precedenza dispari, sempre poco usato perchè scomodo, e dopo la cura "rete snella" di Mauro Moretti oggi tronco e usato solo per mezzi lavori e IE. Poi un marciapiede (non vi sono sottopassaggi), ed ecco il binario 2, binario di corsa dispari. Poi il binaro 3 di precedenza pari o dispari, quindi raggiungibile in ambo i sensi. Poi un nuovo marciapiede e il binario 4 di corsa pari. Quindi in sostanza al tipico caso di stazione con due binari di cora in mezzo , due marciapiedi al lati e due altri binari di precedenza , si ha la curiosa situazione di binario di precedenza-marciapiede-binario di corsa-binario di precedenza-marciapiede-binario di corsa. Situazione che sara la principale causa.
Seconda causa, il PdM del merci. Era una coppia di Mestre, che normalmente operava verso Verona e Bologna. Che erano venuti a Villa Opicina un due sole volte a distanza di molto tempo. Quindi conoscevano poco la stazione.
Terza causa: si è detto che i seghali dfi partenza lato Monfalcone erano lontani e in curva. Non erano allineati, perciò la curva li faceva vedere in modo ambiguo. Fatto che sarà decisivo.
Quarta causa: siccome un merci in deviata tendeva sempre a fermatsi davanti al FV, il manovratore era solito uscire e con la mano fare il gesto di "tirare avanti". Tutti i macchinisti locali lo sapevano ma i due del merci 6192 no. Perciò ragionarono così: vi erano due binari fra i marciapoiedi e quindi erano sul binario di corsa, lontano nel buio si vedevano un verde e due rossi. Causa la curva un rosso (binario 3) era visibile a sinistra del verde (binario 4) perciò conclusero che avevano la via libera e il merci prese ad accelerare.-Man mano che accelerava divene chiaro che il rosso era sul binario 3, ma ciò avvenne a un centinaio di metri con il merci ormai a 50. Era lungo e pesante. Nonostante la rapida il 428 superò il segnale, entrò nel tronchino, sfasciò un carrello lavori in ricovero, sfondò il paraurti e si bloccò nella massicciata. Disgraziatamente il forte contraccolpo fece deragliare due vagoni a metà treno, che a forma di V capovolta invasero il binario di corsa 4. Mentre arrivava a 80 il rapido 464, il cui macchinista a causa il buio vide l'ostacolo solo a una dfecina di metri e non potè fare niente. La Le 601.025 urtò il carro e guidata da questo precipitò dritta nella scarpata, ma si incastrò nei sassi del terrapieno e si bloccò di colpo. La forza dell'urto fece volare il macchinista che sfondò il vertro e continuò a volare per una decina di metri morendo sul colpo. Il suo aiuto e molti passeggeri rimaserio gravemente feriti. assieme ad altri del rimanente treno che ovviamente si bloccò di colpo.
Questo fu il disastro di Bivio Aurisina del 24 novembre 1972. Certamente il macchinista del merci sbagliò, ma tutta una serie di circostanze sfavorevoli contribuì a farlo sbagliare. Fu quindi più una vittima che un colpevole. Questo macchinista morì alcuni anni fa, e per tutta la vita rimase sempre con il dolore di aver fatto morire un collega. Non sono in grado di ricordare come finì il processo ,se non che furono dette tante cavolate al riguardo.
Paolo