Con questo post termino la descrizione degli impianti SNFT, lasciando a Pietro eventuali integrazioni.
Per ulteriori approfondimenti, vi rimando agli articoli pubblicati dall'Ing. Zaquini sulla rivista "
Ingegneria Ferroviaria" (numeri di Febbraio 1973 e Maggio 1978).
Se non ci sono domande, nei prossimi post inizierò a parlare della SEPSA.
SNFT (Brescia-Edolo) - Parte 5 (Raccordi)La SNFT, sulla base delle logiche EDr, progettò e realizzò in proprio anche gli impianti di protezione di 3 raccordi in piena linea (
OLS, Ferretti e Sidercamuna).
Vediamo in figura la disposizione delle varie apparecchiature (
pedali di "comando" e "annullamento", segnali di avviso e protezione, cdb, deviatoio a manovra manuale con controllo nella posizione normale):

- Apparato EDr per la protezione di raccordi in linea - disposizione delle apparecchiature
Il passaggio del convoglio sul pedale di comando, provocava l'accensione dei segnali di avviso e protezione e successivamente, se tutte le condizioni erano soddisfatte (libertà cdb, controllo posizione normale del deviatoio, accensione a via impedita del segnale di protezione in direzione opposta), la disposizione a via libera per il transito dei treni.
I convogli che dovevano accedere al raccordo, si arrestavano invece in corrispondenza della garitta situata nei pressi del deviatoio di ingresso al raccordo, che conteneva al suo interno le apparecchiature elettriche e il Quadro di comando:

- Apparato EDr per la protezione di raccordi in linea - Quadro di comando
Il capotreno, azionando la serratura elettromeccanica, liberava la chiave di manovra del deviatoio di accesso al raccordo e manovrava gli enti interessati.
Terminate le manovre, il capotreno reinseriva la chiave nella serratura elettromeccanica e riportava in posizione normale la leva di sblocco, impresenziando l'impianto.